CIRAV Real Estate Trader

Big Data e mercato immobiliare

Raccogliere dati sugli immobili

Lo sviluppo delle tecnologie digitali negli ultimi anni ha reso possibile raccogliere una serie di dati sugli immobili e sulla loro gestione in modo tanto dettagliato da consentire lo sviluppo di alcune nuove strategie per gli operatori real estate, come CIRAV, che supporta chi vuole investire nel mercato immobiliare.  

Mentre, fino a pochi anni fa, i dati disponibili, per esempio, sui consumi energetici erano a cadenza mensile o bimestrale, coincidendo, di fatto, con l’emissione delle bollette da parte dei gestori, è oggi possibile conoscere in modo istantaneo il consumo di elettricità, di acqua o di gas per ogni singola unità immobiliare.

Tutto ciò è stato reso possibile dall’installazione di sensori sempre più convenienti e di semplice utilizzo che, inviando dati tramite connessioni wi-fi, consentono di monitorare in modo continuo i parametri di maggiore interesse, creando una grande quantità di dati.

Per questo motivo l’articolo del sito Monitorimmobiliare.it, che commenta una ricerca di Nuveen Estate, parla di legame tra mercato immobiliare e tecnologie Big Data, ossia quell’insieme di strumenti per la gestione di grandi moli di informazioni che sono in pieno sviluppo in molti settori dell’economia e della ricerca scientifica.

A questi dati capillarmente rilevati dai sensori si affiancano poi quelli forniti dalle amministrazioni pubbliche che, con un processo di trasparenza che prende il nome di Open Data, stanno rendendo di pubblico dominio un gran numero di informazioni digitalizzate sul valore degli immobili, le compravendite e altre caratteristiche rilevanti per l’analisi del mercato real estate.

Il risparmio energetico

Una delle strategie che sembrano già a portata di mano per chi gestisce un immobile è quella degli Smart Building, i cosiddetti edifici intelligenti, in grado di regolare il consumo energetico in base alle reali esigenze di chi li abita.

Il principio è molto semplice e si basa sullo sviluppo della domotica, ossia di quel ramo dell’automazione che si occupa di tutto ciò che concerne le nostre case: attraverso un sistema di sensori collegati all’illuminazione e al riscaldamento si possono limitare di molto i consumi energetici accendendo e spegnendo luci e termosifoni nei momenti opportuni.

Per esempio, è ormai semplice realizzare un sistema che accenda la luce in una stanza quando vi entra qualcuno e la spenga se essa è vuota, ottenendo così risparmi che sono stimati tra il 10% e il 20% della quota di elettricità usata per l’illuminazione. Allo stesso modo il riscaldamento si può disattivare automaticamente quando la casa è vuota ed essere controllato da remoto, ad esempio mediante uno smartphone, per riattivarlo al momento del rientro a casa dal lavoro.

Attraverso l’impiego di sistemi come questi, realizzabili sempre più a costi contenuti, e anche dotando gli edifici di apparati autonomi per la produzione di energia elettrica, come i pannelli solari fotovoltaici, il property manager è in grado di risparmiare notevolmente sui costi di gestione e di rendere il proprio immobile maggiormente appetibile per nuovi inquilini.

Sono proprio gli inquilini, infatti, i primi a giovarsi dei vantaggi legati a bollette più leggere e a sistemi in grado di aumentare il comfort abitativo, contribuendo anche alla tutela dell’ambiente.

Le Smart City e il Blockchain

La gestione di grandi quantità di informazioni attraverso le tecnologie Big Data, però, non trova un’applicazione solo nel risparmio sui costi di gestione e nella diminuzione dei consumi energetici, ma anche nelle nuove possibilità strategiche che si concretizzano per chi analizza il mercato immobiliare offerte dalle Smart City.

Una città diventa “Smart”, secondo questa nuova terminologia, quando decide di condividere pubblicamente una serie di dati in forma digitale, rendendoli disponibili a tutti coloro che ne desiderino usufruire. Questa condivisione crea così un insieme di informazioni fruibili da chiunque, secondo la filosofia degli Open Data, e utilizzabili per realizzare analisi di mercato molto più accurate che in passato.

I dati catastali, quelli demografici o quelli sulla qualità dell’aria e sui tributi versati, vengono inseriti in un Blockchain, ossia in un insieme di pagine, detti blocchi, organizzati in una struttura rigida ordinata in modo logico e cronologico, che contiene dati la cui integrità è garantita da un processo di crittografia. Chiunque abbia accesso ad un Blockchain possiede una copia dei dati che non vengono più forniti direttamente dall’entità che li ha prodotti, ma che hanno comunque la garanzia di essere conformi a quelli originali.

Grazie alla condivisione pubblica dei dati in possesso delle amministrazioni comunali diventa dunque possibile seguire nuove strategie, che avvalendosi di una migliore possibilità di analisi del mercato, permettano agli operatori real estate come CIRAV di segnalare ai propri clienti le migliori occasioni disponibili in un settore immobiliare in forte crescita.

Un nuovo modo di fare real estate?

I Big Data, a quanto sembra, stanno cambiando anche il mondo del real estate, così come hanno cambiato molti altri settori dell’economia e dell’industria. Tuttavia, a ben vedere, si tratta di un modo per utilizzare nuove possibilità tecnologiche per svolgere i compiti fondamentali di un buon operatore nel mercato immobiliare.

L’attività di consulenza che svolgiamo in CIRAV, infatti, si è sempre basata sull’incrocio tra due tipi di analisi differenti: quella sul potenziale investitore, nostro cliente, e quella sulle prospettive del mercato.

È necessario, infatti, conoscere in modo approfondito il profilo da investitore di chi si rivolge a noi, le sue esigenze, la sua propensione al rischio, le sue capacità di budget. Allo stesso modo, parallelamente, dobbiamo avere tutte le informazioni possibili sulla situazione del mercato locale in cui il cliente desidera investire e, in particolare, sulle prospettive di rendita degli immobili disponibili.

Per questa seconda parte del nostro lavoro saranno sempre più importanti i Big Data, con la loro capacità di fornire sintesi interessanti a chi li sa leggere ed interpretare correttamente, ma resteranno comunque indispensabili la professionalità e l’esperienza di chi, lavorando nel settore real estate, è in grado di fare il migliore uso delle informazioni a sua disposizione.